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Notizie di Malasanità

I DANNI DA PARTO: L’ECCESSIVA MEDICALIZZAZIONE PUO’ CAUSARE DANNI ALLA PARTORIENTE

21 Giugno 2016

I DANNI DA PARTO: L’ECCESSIVA MEDICALIZZAZIONE PUO’ CAUSARE DANNI ALLA PARTORIENTE

Troppo spesso le donne in Italia sono indotte verso parti medicalizzati pur non avendone oggettivamente bisogno. Così insorge l’associazione “Basta Tacere” denunciando tutto ciò che è considerato medicalizzazione inutile e/o pericolosa: tagli vaginali che si rimarginano male; manovra di Kristeller con la quale si rischia di lesionare il feto, oltreché l’utero materno; immobilizzazione della partoriente che da conduttrice della nascita diventa soggetto passivo e inerme; taglio cesareo che per l’OMS non dovrebbe superare il 15% e in Italia giunge al 35,5% nonostante i numerosissimi casi di bambini cerebrolesi per la sua omissione. Per non parlare dell’induzione, troppo spesso praticata in spregio alle linee guida e senza osservare tutti i necessari controlli richiesti. Di fatto, tutta questa medicalizzazione aumenta i rischi per la salute di partoriente e neonato. Essa può essere utile in caso di gravidanza e parto non fisiologici ma l’abuso, spesso, crea danni. Si pensi a quante donne dopo l’episiotomia (la subiscono il 43% delle italiane) soffrono di incontinenza fecale (perché sono state lese le fibre che innervano lo sfintere anale esterno) e a quante donne insorgono problemi sessuali! Sono tutti danni di cui nel terzo millennio non si dovrebbe più parlare ma ancora si verificano e devono essere risarciti. Per una consulenza gratuita: Studio Legale Comini 055-222030 segreteria@studio-comini.it