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Notizie di Malasanità

GIUSTO RISARCIMENTO PER LA PERDITA DI UN CONGIUNTO

05 Febbraio 2014

La Corte di Cassazione, con la sentenza n.1361/2014, interviene su una materia molto delicata, il “danno da perdita parentale”.

Finora, a chi avesse perduto una persona cara (prossimo congiunto o convivente), in seguito a fatto illecito altrui, quindi anche errore del medico, veniva riconosciuto un risarcimento che aveva  necessariamente un componente, in alcuni casi poteva averne 2, in altri 3.

 Il fattore necessario era “il patimento sofferto per la perdita del proprio caro”.

Laddove il proprio caro era anche fonte di sostentamento, si aggiungeva una somma per la perdita subita.

Ad esempio, il figlio mantenuto dal padre, morendo questi, aveva diritto a una somma per il dolore sofferto e a un’altra somma per la perdita economica subita.

Una terza componente era il c.d. “danno catastrofale”, che si aveva solo se lo scomparso si era accorto che stava per morire.

Questa somma, sempre insignificante, a differenza delle altre, veniva riconosciuta come diritto della persona morta che, morendo, lo trasmetteva ai propri eredi.

In breve, se qualcuno mi priva ingiustamente della vita, io ho diritto ad essere risarcito solo con qualche migliaia di euro se mi accorgo di morire, altrimenti, la privazione della mia vita non ha alcun valore.

Con la nuova sentenza, la Cassazione rende giustizia e afferma che la persona deceduta ha un diritto a essere risarcita per la vita perduta e questo diritto, come tutti gli altri, si trasmette ai propri eredi.

Con questa nuova visione, gli eredi dovranno vedersi riconosciute ben piu’ ampie possibilita’ di risarcimento.