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Notizie di Malasanità

La Cassazione penale si occupa delle Linee guida

10 Gennaio 2014

La Cassazione penale si occupa delle Linee guida

La Cortte ritorna sulle "problematiche conseguenti all'applicazione della Legge 8 novembre 2012, n. 189, articolo 3, e ha statuito (cfr. cass., sez.4, sent. N. 16237 del 29.01.2013, Rv. 255105) che, in tema di responsabilita' medica, la Legge 8 novembre 2012, n. 189, articolo 3, esclude la rilevanza della colpa lieve per quelle condotte che abbiano osservato linee guida o pratiche terapeutiche mediche virtuose, purche' esse siano accreditate dalla comunita' scientifica; precisando altresi' che comunque la limitazione della responsabilita' in caso di colpa lieve prevista dalla legge sopra indicata opera prevalentemente per le condotte professionali conformi alle linee guida contenenti regole di perizia, ma non si estende agli errori diagnostici connotati da negligenza o imperizia (cfr, sul punto, Cass., Sez.4, sent. N. 11493 del 24.01.2013, Rv. 254756). Pertanto la norma di cui sopra non puo' in linea di massima riguardare ipotesi di colpa per negligenza o imprudenza perche', come ritenuto in giurisprudenza, le linee guida contengono solo regole di perizia.

Deve essere comunque precisato che, in via generale, le linee guida per avere rilevanza nell'accertamento della responsabilita' del medico devono indicare standard diagnostico terapeutici conformi alle regole dettate dalla migliore scienza medica a garanzia della salute del paziente e non devono essere ispirate ad esclusive logiche di economicita' della gestione, sotto il profilo del contenimento delle spese, in contrasto con le esigenze di cura del paziente, con la conseguenza del dovere del sanitario di disattendere indicazioni stringenti dal punto di vista economico che si risolvano in un pregiudizio per il paziente.

Solo nel caso di linee guida conformi alle regole della migliore scienza medica sara' poi possibile utilizzarle come parametro per l'accertamento dei profili di colpa ravvisabili nella condotta del medico ed attraverso le indicazioni dalle stesse fornite sara' possibile per il giudicante - anche, se necessario, attraverso l'ausilio di consulenze rivolte a verificare eventuali particolarita' specifiche del caso concreto, che avrebbero potuto imporre o consigliare un percorso diagnostico terapeutico alternativo - individuare eventuali condotte censurabili."

sentenza sezione IV penale 2013/ 46753