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Notizie di Malasanità

DANNEGGIATI IN MALPRACTICE RISARCITI COME NEI SINISTRI STRADALI

08 Novembre 2012

DANNEGGIATI IN MALPRACTICE RISARCITI COME NEI SINISTRI STRADALI

RESPONSABILITA’ MALPRACTICE CONVERSIONE IN LEGGE DECRETO BALDUZZI  entrato in vigore il 14 SETTEMBRE 2012 (Decreto-Legge 13 settembre 2012, n. 158, GUF n. 214 del 13.09.2012), avente ad oggetto Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute. 

NORME riformate applicabili ai  CASI DI MALPRACTICE 

Articolo 3.

(Responsabilità professionale dell’esercente le professioni sanitarie)

1.L’esercente la professione sanitaria che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve. In tali casi resta comunque fermo l’obbligo di cui all’articolo 2043 del codice civile. Il giudice, anche nella determinazione del risarcimento del danno, tiene debitamente conto della condotta di cui al primo periodo.

2. Con decreto del Presidente della Repubblica, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, da emanare entro il 30 giugno 2013, su proposta del Ministro della salute, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e dell’economia e delle finanze, sentite l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (ANIA), la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, nonché le Federazioni nazionali degli ordini e dei collegi delle professioni sanitarie e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative delle categorie professionali interessate, anche in attuazione dell’articolo 3, comma 5, lettera e),del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, al fine di agevolare l’accesso alla copertura assicurativa agli esercenti le professioni sanitarie, sono disciplinati le procedure e i requisiti minimi e uniformi per l’idoneità dei relativi contratti, in conformità ai seguenti criteri:

a) determinare i casi nei quali, sulla base di definite categorie di rischio professionale, prevedere l’obbligo, in capo ad un fondo appositamente costituito, di garantire idonea copertura assicurativa agli esercenti le professioni sanitarie. Il fondo viene finanziato dal contributo dei professionisti che ne facciano espressa richiesta, in misura definita in sede di contrattazione collettiva, e da un ulteriore contributo a carico delle imprese autorizzate all’esercizio dell’assicurazione per danni derivanti dall’attività medico-professionale, determinato in misura percentuale ai premi incassati nel precedente esercizio, comunque non superiore al 4 per cento del premio stesso, con provvedimento adottato dal Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della salute e il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, nonché le Federazioni nazionali degli ordini e dei collegi delle professioni sanitarie;

b) identica;

b) determinare il soggetto gestore del Fondo di cui alla lettera a) e le sue competenze senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica

 

c) prevedere che i contratti di assicurazione debbano essere stipulati anche in base a condizioni che dispongano alla scadenza la variazione in aumento o in diminuzione del premio in relazione al verificarsi o meno di sinistri e subordinare comunque la disdetta della polizza alla reiterazione di una condotta colposa da parte del sanitario accertata con sentenza definitiva.

 

3.Identico. Il danno biologico conseguente all’attività dell’esercente della professione sanitaria è risarcito sulla base delle tabelle di cui agli articoli 138 e 139 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n.209, eventualmente al comma 1 del predetto articolo 138 e sulla base dei criteri di cui ai citati articoli, per tener conto delle fattispecie da esse non previste, afferenti all’attività di cui al presente articolo.integrate con la procedura di cui al comma 1 del predetto articolo 138 e sulla base dei criteri di cui ai citati articoli, per tener conto delle fattispecie da esse non previste, afferenti all’attività di cui al presente articolo.

 

4. Identico. 

Per i contenuti e le procedure inerenti ai contratti assicurativi per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale resa nell’ambito del Servizio sanitario nazionale o in rapporto di convenzione, il decreto di cui al comma 2 viene adottato sentita altresì la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Resta comunque esclusa a carico degli enti del Servizio sanitario nazionale ogni copertura assicurativa della responsabilità civile ulteriore rispetto a quella prevista, per il relativo personale, dalla normativa contrattuale vigente.

 

5. Gli albi dei consulenti tecnici d’ufficio di cui all’articolo 13 del regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368, recante disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, devono essere aggiornati con cadenza almeno quinquennale, al fine di garantire, oltre a quella medico legale, una idonea e qualificata rappresentanza di esperti delle discipline specialistiche dell’area sanitaria anche con il coinvolgimento delle società scientifiche tra i quali scegliere per la nomina tenendo conto della disciplina interessata nel procedimento.

6. Dall’applicazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

 

 

Articolo 3-bis.

(Gestione e monitoraggio dei rischi sanitari)

1. Al fine di ridurre i costi connessi al complesso dei rischi relativi alla propria attività, le aziende sanitarie, nell’ambito della loro organizzazione e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, ne curano l’analisi, studiano e adottano le necessarie soluzioni per la gestione dei rischi medesimi, per la prevenzione del contenzioso e la riduzione degli oneri assicurativi. Il Ministero della salute e le regioni monitorano, a livello nazionale e a livello regionale, i dati relativi al rischio clinico.

 

Da un punto di vista pratico, significa un ENORME TAGLIO AI RISARCIMENTI PER MALPRACTICE.

E se nel campo dell'assicurazione per l'auto la riduzione dei risarcimenti è stata giustificata con il possibile (e nei fatti mai verificatosi) riduzione delle tariffe, nel campo della malpractice medica non viene proprio giustificato neanche per finta.

 

Il decreto Balduzzi all’art. 3 prevede, in tema di responsabilità professionale dell’esercente le professioni sanitarie, al numero 1, che: fermo restando il disposto dell’art. 2236 c.c. , nell’accertamento della colpa lieve delle professioni sanitarie, il giudice, deve, visto l’art. 1176 c.c., tener conto dell’osservanza delle Linee Guida e delle buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica nazionale ed internazionale. Il numero 3 prevede che “Il danno biologico conseguente all’attività dell’esercente della professione sanitaria è risarcito sulla base delle tabelle di cui agli articoli 138 e 139 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, eventualmente integrate con la procedura di cui al comma 1 del predetto articolo 138 e sulla base dei criteri di cui ai citati articoli, per tener conto delle fattispecie da esse non previste, afferenti all’attività di cui al presente articolo”. 

Il Decreto parla di Linee Guida, ma in Italia esiste una mole di Linee Guida internazionali, nazionali, o locali.

La norma ha lo scopo di restringere il quantum dei risarcimenti, ma la evidente genericità creerà infinito contenzioso.

La parte piu’ importante è quella che equipara i risarcimenti dei sinistri, le cui Tabelle per le macropermanenti sono in via di approvazione, a quelli di malasanità.

Il decreto 209/05 aveva introdotto la riduzione del risarcimento del danno biologico sulla scorta di un accordo avvenuto tra governo e assicurazioni della riduzione del premio assicurativo.

Quale sia la ratio nel ridurre i risarcimenti in un settore cosi’ delicato ed in aumento nella malasanità, non è dato comprendere.

 

L’ipocrisia giuridica vuole che il provvedimento abbia lo scopo di tenere piu’ alto il livello della salute, quando invece si tratta solo di abbattere l’entità dei danni subiti a causa di malpractice.

Si ritiene che le norme non siano retroattive, ossia che coloro che siano stati danneggiati precedentemente all’entratat in vigore della legge debbano essere liquidati secondo le Tabelle Milanesi; diversamente, sarebbe violato l'art. 3 della Costituzione, quando due danneggiati lo stesso giorno in sala operatoria giungerebbero ad ottenere differenti risarcimenti, a seconda della liquidazione.

Il tempo occorrente per la tutela in giudizio puo’ variare a seconda del Tribunale competente, .e dunque la questione non puo’ risolversi certo comprimendo i diritti del danneggiato.

Il risarcimento del danno da fatto illecito deve reintegrare il patrimonio del danneggiato qual'era all'epoca del prodursi del danno (Cass. civ., 15709/2011 ed in senso conforme Cass. Civ., 8520/2007) e il riferimento al valore del bene perduto dal danneggiato al momento del fatto  del fatto (Cass. civ. 21012/2010).