× Per offrirti il miglior servizio possibile, questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti. Continuando la navigazione autorizzi l'uso dei cookies

CONSULTAZIONI GRATUITE: ZERO SPESE AVVIO PRATICA

Malasanità

  • 10/02/2016» TAGLIO CESAREO ABUSATO. SE OMESSO QUANDO NECESSARIO SCATTA IL RISARCIMENTO

    Il dibattito è acceso. Si tratta di un intervento utilissimo, spesso salvifico per mamma e bebè!

    Ma in Italia sembra essere mal utilizzato: talvolta non si pratica quando ce ne sarebbe bisogno (e nascono i bambini portatori di handicap), spesso se ne abusa inutilmente.

    Ma, dati alla mano, sembra che in Italia se ne faccia abuso con un trend in costante crescita: dall’11% del 1980 al 38% del 2008. Sembra che il ricorso al taglio cesareo sia determinato essenzialmente dalla sfiducia nell’organizzazione sanitaria che assiste le partorienti nelle delicate fasi del travaglio e del parto: scarsa professionalità di medici e ostetriche, nonché inadeguata attrezzatura diagnostica. Interessante il dato regionale, in linea con la triste tradizione del nostro Paese: si ricorre al taglio cesareo nel 23% dei casi nella Provincia autonoma di Trento e in Friuli-Venezia Giulia mentre si arriva al picco del 62% in Campania. 

    Il dato europeo: l’Italia ha la più alta percentuale di tagli cesarei (38%), mentre ne fa l’uso più moderato la Slovenia (14%), seguita dall’Olanda con il 15% (Dati Istituto Superiore Sanità)

    Peccato che in Italia, nonostante l’abuso del taglio cesareo, si assista ancora a tantissimi casi di nati con menomazioni dovute alla sofferenza fetale per l’eccessivo protrarsi dei tempi di travaglio. E si tratta proprio dei casi in cui le Linee Guide raccomandano il taglio cesareo. Forse, in Italia, sarebbe opportuno rimandare gli operatori ostetrico-ginecologici sui banchi di scuola??? Quantomeno i Campani…

    Se avete avuto problemi con il taglio cesareo o, in generale, con il parto, potreste avere diritto ad un risarcimento per mamma e bambino. Chiedete una consulenza gratuita allo staff dello Studio legale Comini: 055-222030 - info@studio-comini.it 


    L'errore del Medico
           
1