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CONSULTAZIONI GRATUITE: ZERO SPESE AVVIO PRATICA

I nostri casi

  • 24/04/2015» MANCATA ESECUZIONE DEL PROTOCOLLO SPECIFICO DI MEDICAZIONE IN PAZIENTE ALLERGICO AI MDC

     

    La premedicazione che va eseguita prima che il paziente sia sottoposto ad arteriografia secondo le Linee Guida in Radiologia deve essere attentamente eseguita quando il paziente è allergico ai MDC.

    La mancata premedicazione o una premedicazione non adeguata puo' causare effetti anche letali.

    Molto importante il consenso informato.

    Stefania Comini


    L'errore del Medico
           
  • 17/06/2013» LE GRAVI CONSEGUENZE DEL BIOALCAMID E DEGLI ALTRI FILLER PERMANENTI

    Ad una giovane donna, che si rivolge al proprio medico per ottenere un miglioramento estetico ed un generale ringiovanimento del volto, viene proposto (e poi eseguito) un trattamento col Bioalcamid (filler riempitivo permanente).

                Purtroppo alla paziente vengono INTEGRALMENTE TACIUTI I GRVI RISCHI sottesi all’utilizzo del filler, in particolare la possibile FORMAZIONE DI GRANULOMI ANTIESTETICI, DOLOROSI E INAMOVIBILI (cioè impossibili da togliere, rischio poi concretizzatosi).

                Un eloquente esempio delle conseguenze nefaste dell’omessa acquisizione di un CONSENSO LIBERO, EFFETTIVO E CONSAPEVOLE DEL SOGGETTO, nonchè della leggerezza con cui troppo spesso i chirurghi estetici (ma anche medici non specializzati che si improvvisano tali) si approcciano al trattamento del paziente.

                A ciò si aggiunga che il BIOLACAMID, come gli altri filler permanenti, presenta il rischio (non poi così remoto) di complicanze di tale gravità che il suo utilizzo - PROPRIO PER I RICORRENTI EFFETTI COLLATERALI (migrazione, granulomi, infezioni etc. ) che possono dare vita a vere deformità (anche a distanza di anni) - è severamente proibito negli USA.

                Ad oggi, pertanto, i rischi dei filler permanenti, ben documentati nella letteratura scientifica, hanno spinto la quasi totalità dei chirurghi a ricorrrere ai più sicuri e reversibili filler temporanei.

     

     


  • 17/06/2013» RESPONSABILITA' DEL DENTISTA PER OMESSA DIAGNOSI E RIMOZIONE DI CISTI MASCELLARE

    Una paziente si rivolge al proprio dentista per sottoporsi ad un trattamento di ortodonzia preprotesica, finalizzato all’allargamento del palato per ottenere lo spazio dove inserire la protesi sostitutiva del canino destro deciduo.

    Purtroppo il medico, con grave negligenza, non si preoccupava di sottoporre la paziente ad alcuna radiografia nonostante la anomala durata del trattamento ortodontico, all’apparenza incomprensibile.

                Il motivo della recidiva emerge successivamente, quando la paziente, accusando un forte dolore associato a gonfiore in sede del canino superiore destro, eseguiva una panoramica da cui si evidenziava la presenza di una cisti mascellare (cheratociste) di dimensioni importanti .

                Se il medico avesse compiuto gli accertamenti diagnostici e radiografici necessari ed opportuni, la cisti sarebbe stata tempestivamente estratta con un pregiudizio minimo, se non assente, per la paziente, mentre la sua ritardata diagnosi ha comportato un allargamento della cisti ed un coinvolgimento di ulteriori elementi dentali, poi necessariamente estratti (in sostanza la paziente ha perso dei denti che avrebbe altrimenti mantenuto!)

     

     


  • 08/11/2012» RESPONSABILITA' DELL'OSPEDALE PER LA CADUTA DEL PAZIENTE DALLA BARELLA

    Al Pronto soccorso ai pazienti traumatizzati deve essere prestata particolare attenzione quando vengono trasporati in barella e lasciati in attesa, senza adeguati mezzi di protezione.

    Purtroppo spesso la sicurezza del paziente non viene tutelata; sussiste la responsabilità per i danni a carico della struttura sanitaria se il paziente privo di adeguta protezione cade dalla barella procurandosi lesioni o un aggravamento delle condizioni.


  • 25/09/2012» Morte del paziente a seguito di TAC con mezzi di contrasto

    Una delle conseguenze piu' gravi della Tac con mezzi di contrasto è lo shock anafilattico che puo' portare alla morte.

    Tuttavia la legge impone procedure molto dettagliate sia nella fase precedente all'esame, che successive, quando il paziente va in shock.

    L'esame viene eseguito spesso presso Centri dignostici convenzionati con il Sistema sanitario, ed in teoria nell'esecuzione di tali esami dovrebbe essere osservata la stessa procedura pubblica, ed il centro privato dovrebbe avere le attrezzature necessarie a fronteggiare il casop di shock.

    Paradossalmente in un caso seguito dallo studio, i medici hanno chiamato il 118, dimostrando ad opinione di chi scrive che non vi erano le attrezzature necessarie ad affrontare lo shock.

    La responsabilità puo' essere sia civile che penale, ma accade spesso che anche i periti medico-legali nominati dal Giudice civile o penale non conoscano le procedure e le norme che obbliganbo la struttura convenzionata a dotarsi delle attrezzature necessarie.

    E' opportuno ad opinione della scrivente effettuare le opportune segnalazioni alla Regione ed alla ASL, anche perchè con troppa disinvoltura il Centro privato scarica la questione all'Assicurazione, la quale altrettanto disinvoltamente risponde che non sussiste responsabilità, senza neppure una motivazione!

    Avv. Stefania Comini

     


  • 25/09/2012» PRIMA DI TUTTO IL MEDICO-LEGALE

    La responsabilità medica è un argomento complesso perchè vi sono presupposti medici in senso stretto, ma molti aspetti di natura giuridica che il medico-legale e l'avvocato devono discutere per affrontare un caso.

    Mi riferisco ad un grave caso di responsabilità, dove la morte del paziente avviene a seguito di cure effettuate presso un ospedale pubblico.

    Accade spesso che al momento del decesso non venga eseguita l'autopsia, per varie ragioni.

    Ricostruire in seguito le cause della morte di un paziente senza esame autoptico non è assolutamente un'impresa semplice.

    L'esame della cartella clinica è sempre il punto di partenza perchè ricostruisce o dovrebbe ricostruire l'iter del paziente dal suo ricovero fino alla morte.

    Si pensi che il caso è stato esaminato da vari medici-legali, i quali hanno dato tutti risposte diverse, chi imputando la morte a certe negligenze, chi ad altre, chi non riconoscendo alcuna responsabilità; il legale si trova spesso a dovere dunque decidere insieme ai clienti quale strada intraprendere.

    Si è dunque ritenuto preferibile scegliere l'accertamento tecnico preventivo a scopo conciliativo, mediante il quale in via d'urgenza il Tribunale nomina un perito medico-legale (CTU) che ha anche poteri conciliativi.

    Avv. Stefania Comini


  • 25/09/2012» RACCOMANDAZIONI TAC CON MEZZO DI CONTRASTO


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